Lettera a Virginia Raggi, Assistenza domiciliare indiretta


“ROMA per l’assistenza domiciliare indiretta (savi) vorrei che arrivasse tramite GLI ASSESSORI DEL SOCIALE alla sindaca Virginia Raggi che la situazione dei disabili e delle famiglie é da alcuni anni peggiorata a proposito volevo ricordarle che la precedente amministrazione comunale ha cambiato le regole della 355 come l’anticipazione dello stipendio dell’operatore per ottenere il rimborso del contributo del savi con il bollettino pagato dell’inps vorrei rimarcare questo cambiamento della delibera 355/2012 c0n questa nuova La circolare n. 2268/13 dell’amministrazione capitolina prevede la stabile corresponsione mensile del contributo ai disabili ogni 10 de mese. Secondo una nuova prassi, instauratasi a seguito dell’approvazione (e della inesatta interpretazione) della delibera n. 191/2015, che modifica la n. 355/2012, invece, i disabili dovrebbero anticipare il pagamento della retribuzione in favore degli assistenti domiciliari e, solo dopo aver presentato la rendicontazione (le buste paga) al Municipio di competenza, ricevere il contributo vorrei ricordare a tutti che i disabili non sono imprenditori ma ASSISTITI E TUTTO QUESTO E’ ILLEGITTIMO.”

Loretta Raffaeli

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Comments

  1. Marina Lolli says:

    Buon pomeriggio somo una assistente domiciliate(diploma di tecnico pet i servizi sociali)Ho lavorato dieci anni per una delle piu importanti cooperative sociali di Roma con un co tratto cococo (sfruttMento totale ) ora da quattro anni assisto con l asstenza indiretta una mia ex assistita della coop.Ho potuto constatare la grande differenza nel rapporto con l assistito che da asettico e distaccato come da direttive della coop diventi amicale e coinvolgente come è giusto che sia. Il comune di Roma sicuramente ha un grande risparmio riguardo i soldi spesi con l indiretta,e quelli elargiti alle cooperative sociali che si arricchiscono.
    Un tasto dolente è la busta paga dell assistente dell i diretta che ad ogni scatto di anzianita maturato non vede neanche un soldo di quelli scritti in busta . Tutto cio crea malcontento sia nell assistito o alla sua famiglia che nell assistente.riguardo i contributi inoltre, questi non sono sufficienti a coprire l importo dovuto all inps, e l utente deve integrare di tasca sua con grandi lamentele e quasi a prendersela con l assistente(io per nom sentire piu discussioni ogni mese partecipo a quella integrazione..ma sinceramente la cosa è avvilente,anche perché il lavoro è duro e io lo svolgo sempre al meglio).possibile che il sindaco non si intetessa di questa situazione ?
    Grazie Marina

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