Via Conti, la nuova Portaportese tra dolo e ricettazione (di Alessia Vetro)


alessia-vetro-2Gli indici di sospetto che la mercanzia esposta dai rom sia di “dubbia” provenienza, diciamocelo chiaramente, ci sono tutti. Ed è cosa ormai risaputa che chiunque acquisti materiale su teli di fortuna stesi sui marciapiedi sia un “cliente”, che favoreggia di fatto, il ladrocinio e la furfanteria cronica che si sta diffondendo a macchia d’olio nel nostro territorio. Tuttavia, forse, quello che sfugge ai molti che acquistano gli oggetti venduti è che sono perseguibili (in teoria e in paese normale) dalla legge, in egual misura, come il rom che la propone ai frequentatori assidui di alcune strade divenute praterie di lenzuola, zozzeria e indecenza. Basterebbe un presidio costante da parte dei funzionari. Anche in mancanza di nuove norme per contrastare il fenomeno del mercato del rubato, basterebbe dare seguito a quella serie di leggi già esistenti, per debellare un fenomeno vergognoso, degradante ed offensivo, che si consuma sotto gli occhi del mondo e che ad oggi appare ormai come una normale consuetudine.

via-conti-riceNon è normale avere la consapevolezza che si sta acquistando un oggetto trafugato chissà dove e a chissà chi e comprarlo ugualmente senza un minimo di coscienza e di vergogna. Non è normale che un cittadino a cui hanno svuotato la casa, ricerchi uno dei tanti feticci a cui è legato affettivamente nelle vie dell’illecito e lo ricompri magari ad 1 euro. O peggio che lo veda acquistato da qualcuno di voi, felici di aver fatto un ottimo affare sull’infelicità di qualcun’altro, pur in presenza di eloquenti sospetti sulla provenienza del materiale comprato. Allora è giusto argomentare e analizzare il problema da un’altra angolazione e ciò su cui mi interessa fare particolare chiarezza è un concetto sulle responsabilità e i pericoli che consapevolmente corrono coloro che fanno affari sporchi con i rischi penali dell’usato tra rifiuto, ricettazione e incauto acquisto.

Ricettazione (art. 648 c.p.): sanziona con la reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da € 516 a € 10.329 chiunque “al fine di procurare a sé o ad altri un profitto acquisti, riceva od occulti denaro o cose provenienti da qualsiasi delitto, o comunque si intrometta nel farle acquistare, ricevere od occultare”.

via-conti-rice-2Incauto acquisto (art. 712 c.p.): punisce con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda non inferiore a € 10 chiunque, senza aver accertato la legittima provenienza della cosa, la riceva, quando per la qualità o la condizione di chi la offre o per l’entità del prezzo avrebbe avuto motivo di sospettare che provenisse da reato. (volontà di delinquere) di chi riceve, a qualunque titolo, la merce.

Ricordo inoltre che la legge (sempre in teoria) prevede sanzioni penali anche per l’usato, che deve essere qualificato come “rifiuto” con conseguente rischio di incorrere in reati per attività illecita di smaltimento (o trasporto) non autorizzato, secondo il Codice dell’Ambiente. A mio avviso, se venissero applicate le normative già esistenti e se nel calderone giudiziario venissero coinvolti soprattutto i compratori più assidui, già da domani, sul marciapiede di Via Giovanni Conti, ci si potrebbe passare lo straccio con la cera.

Alessia Vetro

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