M5S Roma III Municipio: “Prendiamo nettamente le distanze dalle affermazioni della consigliera Burri”

impianto-ama“Come Movimento 5 Stelle ci definiamo portavoci dei cittadini.
Il nostro operato ha lo scopo di tradurre in azione politica la volontá popolare espressa attraverso l’elaborazione del programma. In nessun momento dunque, nessun portavoce potrebbe mai lontanamente pensare di prendere in giro i cittadini agendo in maniera difforme da quanto stabilito. Per questo motivo prendiamo nella maniera più chiara e netta le distanze dalla forma e dalla sostanza delle affermazioni rilasciate alla stampa locale dalla consigliera Francesca Burri.
Il M5S non si riconosce nelle sue esternazioni nè negli atti politici da lei portati avanti senza alcuna condivisione con il gruppo consigliare in relazione al problema dell’impianto di trattamento biomeccanizzato TMB di Via SALARIA” lo dichiara in una nota il Movimento 5 Stelle Roma del III Municipio.

Rifiuti, Leoncini-Corbucci: “Su Tmb Salario Lotta Raggi-Lombardi”

corbucci-leoncini“Il Consiglio del III Municipio nella seduta di ieri ha respinto la proposta di ordine del giorno, a firma dei Consiglieri pentastellati Francesca Burri e Massimo Moretti, con cui si chiedeva alla Sindaca Virginia Raggi di aumentare i turni di lavoro all’interno dell’impianto TMB di via Salaria, poiché in questo modo, secondo i presentatori, si sarebbero eliminati i miasmi che da anni tormentano i residenti dei quartieri limitrofi. Una follia, che grazie al voto del Partito Democratico e delle altre opposizioni, è stata respinta, evitando così che tutti gli atti approvati in questi anni dal municipio per chiedere la chiusura dell’impianto, fossero cancellati con un colpo di spugna dalla nuova amministrazione, che su questo tema ha sposato la linea dell’assessore all’ambiente Paola Muraro” lo dichiarano in una nota Francesca Leoncini, vicepresidente della commissione ambiente del III municipio e Riccardo Corbucci, coordinatore del Forum Legalità del Pd di Roma. “Su questo atto, come sul successivo di critica alla Bolkestein, la maggioranza pentestellata ha registrato divisioni e defezioni al proprio interno, dovute al posizionamento politico della presidente del III municipio Roberta Capoccioni, vicina alla deputata Roberta Lombardi” spiegano Leoncini e Corbucci. “Il problema è che le divisioni politiche fra la Raggi e la Lombardi, che sul municipio sono rappresentate dalla Burri e dalla Capoccioni, le stanno pagando i cittadini, che da cinque anni aspettano la chiusura di una struttura che rovina la vita a migliaia di persone. Dopo aver promesso ai cittadini che li avrebbe sostenuti, ieri la presidente Capoccioni non si è presentata in aula e a questo punto è lecito chiedersi se la mini sindaco del III Municupio sarà in grado di tenere fede agli impegni presi con i cittadini, sfidando il Campidoglio, come fatto anche in passato dai suoi predecessori, oppure si defilerà dalla battaglia” concludono gli esponenti Dem. “In ogni caso il Partito Democratico continuerà, come sempre fatto, a sostenere la giusta battaglia dei cittadini per arrivare alla chiusura dell’impianto, come hanno dimostrato i consiglieri della Regione Lazio, che proprio la scorsa settimana hanno approvato un ordine del giorno per chiedere al Campidoglio la conferma della volontà di arrivare alla chiusura del Tmb Salario”.

Terremoto, le preoccupazioni dei residenti vicini al TMB

acido-solforico-soda-caustica“Scosse sismiche importanti hanno toccato la nostra città e si stanno facendo verifiche nelle scuole, nelle strade, nelle gallerie ed in molti edifici. La Protezione Civile nei suoi appelli ci invita anche a stare “lontano da impianti industriali” ma noi abbiamo un impianto di Trattamento Meccanico Biologico a ridosso delle nostre case. Nei sopralluoghi abbiamo visto con i nostri occhi enormi serbatoi di  acido solforico e soda caustica.  Invitiamo le autorità competenti a fare subito delle verifiche nel sito per valutare eventuali danni riportati durante il terremoto.” sono queste le preoccupazioni dei cittadini in lotta da 6 lunghi anni contro l’impianto AMA Salario. “Se durante una scossa sismica uno di quei serbatoi si rovesciasse e si spaccasse contaminando l’aria, il suolo e le falde acquifere potrebbe verificarsi un disastro ambientale” continuano nel loro comunicato.

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La mia prima volta dentro il TMB (di Rita Vennarucci)

Impianto AMA Salariodi Rita Vennarucci

È stata una esperienza allucinante. Aria irrespirabile. Ho pensato più volte che sarei svenuta. Volevo scappare da quell’orrore ma ho deciso di vedere tutto. Ho resistito.

Circondati da mosche che ti si appiccicano addosso inizia la visita. La puzza è atroce. La senti nel naso e in bocca. Ti entra dentro avvolgente.
Coraggio…

Nell’ambiente principale, dove ci sono montagne di rifiuti che vengono smossi e separati da mezzi guidati da eroici operatori, è impossibile resistere. Uccelli volteggiano dentro l’area.

Un inferno dantesco.

Ci sono all’esterno delle inquietanti vasche che ‘ripuliscono acque’ schifosissime!

Il deposito della Fos, una montagna orrenda e puzzolente. Deposito enorme e tutto aperto. Fanghiglia tutto intorno.

Enormi serbatoi di soda caustica e di acido solforico.

E infine il biofiltro.

Due lunghissimi depositi di schifezza. Tutto aperto! Tutto sotto casa nostra!

Un incubo.

COSA RESPIRIAMO DA SEI ANNI!COSA RESPIRANO I NOSTRI FIGLI!!

TMB, il sopralluogo della Commissione Ambiente capitolina

trasferenza

Trasferenza

Dopo tanti anni di lotta per la chiusura dell’impianto AMA Salaria, tanti incontri, tante commissioni, tante strette di mano e tanti falsi sorrisi ho la netta sensazione che ieri sia successo qualcosa durante la visita all’impianto.

L’idea del sopralluogo è del presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco che durante l’incontro del 10 ottobre (clicca qui)  decide che è utile andare sul posto per poter valutare meglio la situazione. Non perde tempo ed in 4 giorni organizza tutto.

Presenti al sopralluogo alcuni membri della Commissione Ambiente capitolina (clicca qui) e di quella municipale, la Presidente del Municipio Roberta Capoccioni e per alcuni istanti anche l’assessore Muraro. Noi rappresentanti dei cittadini eravamo solamente in 6 ma alla visita hanno partecipato anche altre persone.

L’ing. Di Giacomo, responsabile dell’impianto, ha illustrato il percorso. L’impianto ha lo scopo di separare la frazione secca dei rifiuti indifferenziati da quella umida. I rifiuti vengono sminuzzati e separati in due flussi: il “sopravaglio”, costituito dalla frazione secca prevalentemente inorganica (carta, cartone, plastica e legno) e il “sottovaglio”, che rappresenta la frazione umida di matrice essenzialmente organica che viene trattata per essere trasformata nella  FOS (frazione organica stabilizzata).

Bacino di stabilizzazione

Bacino di stabilizzazione

Il processo di trasformazione in Fos è piuttosto lungo: il sottovaglio viene deferrizzato e inviato in apposite vasche  collocate all’interno dell’edificio di biostabilizzazione dove subisce un processo di fermentazione per 28 giorni consecutivi.

Successivamente la FOS viene raffinata (vengono separati gli eventuali scarti ferrosi e di plastiche che non siano stati trattenuti dai precedenti trattamenti) e al termine di questo processo il materiale risulta pronto per essere utilizzato anche nelle coperture di rifiuto in discarica.

acidi

Acido solforico e soda caustica

Infine l’aria viene convogliata prima nelle torri di lavaggio – che utilizzano anche acido solforico e soda caustica per equilibrare il ph – per lavare il flusso d’aria esausto, e poi nei comparti di biofiltrazione che sono delle  vasche impermeabilizzate, riempite con materiale legnoso ed estese su una superficie di 1600 metri quadrati, per consentire l’abbattimento delle  sostanze odorigene.

Biofiltro

Biofiltro

Abbattimento che chiaramente non avviene. Ogni singolo reparto emana un suo odore caratteristico ed inconfondibile ed il mix di questi odori noi lo respiriamo ogni giorno. I nostri figli lo respirano ogni giorno.

Un impianto posizionato a 50 metri dalla prima casa, a 150 metri dall’asilo, a poche decine di metri dagli edifici di Sky. Un sito AMA che si affaccia sulla Salaria e guarda Villa Spada, Fidene e Serpentara.

Certamente il Presidente Diaco e altri membri della commissione si sono resi conto della situazione e spero con tutto il cuore che abbiano la forza di fare la scelta giusta e coraggiosa per i residenti e i lavoratori di questo quadrante della città. Abbiamo pagato per troppi anni le scelte scellerate fatte in passato. A breve saremo auditi in Commissione Ambiente e ribadiremo che il sito di Via Salaria 981 non deve mai piu’ trattare nessun tipo di rifiuti. A chi, mimetizzandosi tra i cittadini, pensa di poterci far cambiare idea, dico che qui non permetteremo mai la lavorazione del multimateriale.

Maria Teresa Maccarrone

 

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