III Municipio, sul bilancio 2017 cade il numero legale per due volte, dopo che il M5S aveva bocciato sistematicamente emendamenti delle opposizioni su più fondi alla scuola. Bugli: “maggioranza in imbarazzo”. Assenti anche la Capoccioni e la sua giunta


giunta-capoccioni

Foto di Luciana Miocchi

Una mattina al rilento per i lavori del consiglio del III municipio sul bilancio 2017. I pochi emendamenti esaminati, presentati dalle forze di opposizione per richiedere più fondi per la scuola, sono stati sistematicamente bocciati dalla maggioranza pentestellata. All’ora di pranzo, poi, il numero legale è caduto per due volte consecutivamente, la terza in due giorni. Da pochi minuti, tuttavia, i lavori sono ripresi. Il consigliere democratico Yuri Bugli prova a dare una spiegazione: “un bilancio largamente finanziato da fondi vincolati a nuove urbanizzazioni, chissa’ se al Campidoglio se ne sono accorti, evidentemente mette in imbarazzo la stessa maggioranza a Cinque Stelle del III Municipio che per due giorni di seguito, forse per scelta, o forse solo per sciatteria, fa cadere il numero legale in aula durante la discussione. Poveri noi, povero III Municipio“.

Alla discussione in aula non sta partecipando la presidente del municipio Roberta Capoccioni e nessun membro della giunta. Un’assenza rimarcata anche dalla consigliera dem Federica Rampini: “in aula per votare il bilancio: manca la presidente, manca la giunta e i consiglieri sono solo 11, manca il numero legale. Maggioranza a 5 Stelle“. Le opposizioni, viste le numerose assenze nella maggioranza, stanno uscendo dall’aula per rimarcare le divisioni all’interno del M5S, che proprio ieri ha subito il duro colpo da parte di una fronda interna, che ha messo in discussione gli assessori Domenico D’Orazio, già candidato nella Lista Civica Rutelli in passato e quindi non compatibile con i valori del movimento e di Giovanna Tadonio, alias lady De Vito. Per avere maggiori informazioni è possibile leggere l’articolo sull’argomento di Romatoday (clicca qui). Sul bilancio c’erano già state polemiche, ad inizio settimana, per la mancanza di un percorso partecipativo con la cittadinanza (clicca qui).

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