III Municipio, il “tronco” che spezza in due la maggioranza cinque stelle


rami-lasciatiPuò la rimozione di un tronco essere motivo di litigio in III municipio? Può eccome e a guardar bene i fatti, potrebbe essere partito proprio da questo episodio l’inasprimento dei rapporti nella maggioranza fra la presidente della commissione ambiente Francesca Burri e la presidente del municipio Roberta Capoccioni. Facciamo un passo indietro per raccontarvi questa storia. Giovedì 17 novembre, durante il consiglio municipale, il M5S boccia una mozione dell’8 novembre scorso, presentata dalla presidente della commissione trasparenza Giordana Petrella, che impegna l’assessore all’ambiente del III municipio Domenico D’Orazio a provvedere celermente alla rimozione degli alberi tagliati, che invadono per una decina di metri il marciapiede di viale Carnaro. La mozione è di quelle semplici e condivisibili, che molto spesso vengono votate da tutte le forze politiche. Invece accade che la maggioranza decida di bocciare l’atto. La Petrella in aula adombra un sospetto: “non è che mi si boccia questo atto, perchè ho presentato la mozione in cui chiedo le dimissioni dell’assessore Patrizia Brescia?“. La domanda retorica della Petrella rimane senza risposta.

tronco-interoIl giorno, dopo, tuttavia è la presidente della commissione ambiente Francesca Burri, che l’atto l’ha votato favorevolmente in aula, a scrivere sui social i suoi pensieri. “La questione da ricordare sempre è: il Movimento 5 Stelle in anni di attivismo mi ha insegnato che le idee si sposano, al di là del colore, quando sono per il bene comune ed il perseguimento dell’obiettivo. Ieri in aula la mozione della collega, era un chiaro esempio della preoccupazione sull’incolumità della cittadinanza rispetto a ciò che si vede nelle foto (12 mt. di alberature in piena strada). Non si vota NO a prescindere, seppur esisteva a posteriori la lettera di sollecito del nostro assesore. Tutto il resto va avallato e non bocciato“.

tronchi-lavoroLa storia però continua. Il giorno seguente è la volta dell’assessore all’ambiente Domenico D’Orazio che posta video e fotografie di un intervento delle associazioni della protezione civile (civici pompieri eThrux 18) che corrono in aiuto del municipio. D’Orazio scrive: “aspettare il servizio giardini comunale o municipale è ipocrita, conoscendone i tempi di intervento. Tutte le segnalazioni e tutti gli atti sono leciti, ma la realtà è un altra ed è a conoscenza di tutti. Un servizio giardini smantellato scientificamente per giustificarne l’esternalizzazione. L’operatività immediata è vitale per risolvere i problemi del territorio“. In sostanza l’assessore decide di sostituirsi all’intervento degli uffici e grazie ai ragazzi dei civici pompieri riesce a liberare dai tronchi una parte del marciapiede. Poi aggiunge: “a breve si procederà alla completa rimozione dei rami“. Un intervento sui social che manda su tutte le furie Manuel Bartolomeo, presidente del comitato di quartiere Talenti che replica: “siete intervenuti dopo 30 giorni che erano li, era ora“. E rivolto all’assessore spara: “poi rimettete a dormì per i prossimi 30 giorni anche tu“. Per Bartolomeo l’intervento è il minimo che si potesse fare “dopo che l’atto per la rimozione è stato bocciato“. D’Orazio, però, non si lascia intimorire e risponde a tono: “ti puoi fare la pennichella pomeridiana“.

La questione sembra finita li. Dopo tutto la cosa importante è aver rimosso i tronchi. Tuttavia poche ore più tardi esplode il caso Burri con l’intervista alla Voce del Municipio (clicca qui). Passano solo pochi minuti che la presidente del municipio Roberta Capoccioni interviene sui social per far capire tutta la propria contrarietà alle dichiarazioni della presidente della commissione ambiente sul Tmb Salario. Spiega ai cittadini di non poter rimuovere la presidente dalla propria carica. A fine serata, arriva persino una nota del gruppo del Movimento 5 stelle che prende le distanze dai contenuti e dai toni dell’intervista della Burri. E’ lo schiaffo che la maggioranza voleva dare alla consigliera ribelle del movimento. Il quadro che emerge è quello di una maggioranza divisa e litigiosa. Spaccata in due tronconi: una parte vicina alla Presidente del municipio e alla deputata Roberta Lombardi e un’altra più allineata sulle posizioni del Sindaco Virginia Raggi e dell’assessore Paola Muraro.

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