TMB, il sopralluogo della Commissione Ambiente capitolina


trasferenza

Trasferenza

Dopo tanti anni di lotta per la chiusura dell’impianto AMA Salaria, tanti incontri, tante commissioni, tante strette di mano e tanti falsi sorrisi ho la netta sensazione che ieri sia successo qualcosa durante la visita all’impianto.

L’idea del sopralluogo è del presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco che durante l’incontro del 10 ottobre (clicca qui)  decide che è utile andare sul posto per poter valutare meglio la situazione. Non perde tempo ed in 4 giorni organizza tutto.

Presenti al sopralluogo alcuni membri della Commissione Ambiente capitolina (clicca qui) e di quella municipale, la Presidente del Municipio Roberta Capoccioni e per alcuni istanti anche l’assessore Muraro. Noi rappresentanti dei cittadini eravamo solamente in 6 ma alla visita hanno partecipato anche altre persone.

L’ing. Di Giacomo, responsabile dell’impianto, ha illustrato il percorso. L’impianto ha lo scopo di separare la frazione secca dei rifiuti indifferenziati da quella umida. I rifiuti vengono sminuzzati e separati in due flussi: il “sopravaglio”, costituito dalla frazione secca prevalentemente inorganica (carta, cartone, plastica e legno) e il “sottovaglio”, che rappresenta la frazione umida di matrice essenzialmente organica che viene trattata per essere trasformata nella  FOS (frazione organica stabilizzata).

Bacino di stabilizzazione

Bacino di stabilizzazione

Il processo di trasformazione in Fos è piuttosto lungo: il sottovaglio viene deferrizzato e inviato in apposite vasche  collocate all’interno dell’edificio di biostabilizzazione dove subisce un processo di fermentazione per 28 giorni consecutivi.

Successivamente la FOS viene raffinata (vengono separati gli eventuali scarti ferrosi e di plastiche che non siano stati trattenuti dai precedenti trattamenti) e al termine di questo processo il materiale risulta pronto per essere utilizzato anche nelle coperture di rifiuto in discarica.

acidi

Acido solforico e soda caustica

Infine l’aria viene convogliata prima nelle torri di lavaggio – che utilizzano anche acido solforico e soda caustica per equilibrare il ph – per lavare il flusso d’aria esausto, e poi nei comparti di biofiltrazione che sono delle  vasche impermeabilizzate, riempite con materiale legnoso ed estese su una superficie di 1600 metri quadrati, per consentire l’abbattimento delle  sostanze odorigene.

Biofiltro

Biofiltro

Abbattimento che chiaramente non avviene. Ogni singolo reparto emana un suo odore caratteristico ed inconfondibile ed il mix di questi odori noi lo respiriamo ogni giorno. I nostri figli lo respirano ogni giorno.

Un impianto posizionato a 50 metri dalla prima casa, a 150 metri dall’asilo, a poche decine di metri dagli edifici di Sky. Un sito AMA che si affaccia sulla Salaria e guarda Villa Spada, Fidene e Serpentara.

Certamente il Presidente Diaco e altri membri della commissione si sono resi conto della situazione e spero con tutto il cuore che abbiano la forza di fare la scelta giusta e coraggiosa per i residenti e i lavoratori di questo quadrante della città. Abbiamo pagato per troppi anni le scelte scellerate fatte in passato. A breve saremo auditi in Commissione Ambiente e ribadiremo che il sito di Via Salaria 981 non deve mai piu’ trattare nessun tipo di rifiuti. A chi, mimetizzandosi tra i cittadini, pensa di poterci far cambiare idea, dico che qui non permetteremo mai la lavorazione del multimateriale.

Maria Teresa Maccarrone

 

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