Scuola, inizia l’autunno caldo, studenti in piazza in tutta Italia. A Roma corte da Piazzale Ostiense, le richieste del coordinamento delle scuole del III Municipio


corteo-studentiIl primo sciopero generale di docenti e personale della scuola è fissato per il 21 ottobre, ma già oggi gli studenti hanno aperto la stagione delle manifestazioni con la prima mobilitazione generale. A Roma la pioggia ha provocato qualche disagio in più, facendo slittare la manifestazione. A Roma, il corteo organizzato da Unione degli studenti e Link (al quale hanno aderito Rete degli studenti, auto-organizzati e diverse scuole della capitale) è partito da piazzale Ostiense e poco dopo, all’altezza di via Marmorata, alcuni ragazzi del Coordinamento degli auto-organizzati si sono staccati dal percorso stabilito per dirigersi verso il Parlamento per quella che hanno definito “un’azione”.

studenti-corteo-romaGli agenti hanno subito affrontato il gruppetto con una carica dispersiva. A riportare la calma ci hanno pensato i ragazzi più grandi del movimento universitario, che hanno riportato il gruppetto nel corteo, dopo un colloquio con la polizia che aveva preavvertito come non vi sarebbe stata tolleranza rispetto a deviazioni sul percorso stabilito con la questura. Il corteo si è quindi diretto verso il ministero dell’Istruzione. Il bilancio della carica è stato di due minori fermati e subito affidati ai genitori e quattro studenti identificati per le sanzioni previste dalla norma. La polizia ha anche sequestrato alcuni “scudi” in plexiglas, che si trovavano all’interno di un furgoncino e che stavano per essere distribuiti ai manifestanti.

Al corteo hanno partecipato anche gli studenti del coordinamento delle scuole del III municipio, che hanno reso nota una propria piattaforma programmatica di richieste, che pubblichiamo:

1. La nostra idea di scuola PUBBLICA GRATUITA non prevede il pagamento di tasse come quella del contributo “volontario”. Chiediamo che le nostre scuole possano sussistere grazie a fondi statali e non grazie a progetti esterni finanziati da enti privati.

2. Chiediamo che sia dato più potere alla voce di chi la scuola la vive ogni giorno, gli studenti e gli insegnanti. Il Consiglio d’Istituto dovrebbe pertanto riacquisire il suo potere decisionale e non più consultivo, come invece previsto dalla buona scuola.

3. Nei casi in cui l’alternanza scuola-lavoro, che dovrebbe prendere in considerazione progetti SOLAMENTE attinenti all’indirizzo di studi scelto, si allontana dall’ambito prettamente formativo, essendo lo studente sfruttato al pari di un lavoratore non ricevente alcun salario, chiediamo una retribuzione per il ragazzo.

4. Chiediamo l’intervento dello Stato anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica: le nostre scuole cadono letteralmente a pezzi, non sono quasi mai a norma e lo Stato continua a porre attenzione su cose accessorie e superflue come il registro elettronico o la presenza di LIM nelle aule. Riteniamo perciò che sia un nostro diritto rivendicare che vi sia un piano di stanziamento finanziario adeguato alle REALI necessità delle nostre strutture scolastiche.

5. Chiediamo un abbassamento del costo del trasporto pubblico per gli studenti e un miglioramento del servizio. Negli ultimi decenni la gestione del servizio è stata totalmente inopportuna a colmare le nostre esigenze poiché non si è garantito un trasporto funzionale a basso costo.

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