Lavoro, Almaviva Contact annuncia licenziamenti. Pressing del Governo e dei Sindacati per tornare al tavolo della discussione


almavivaIeri Almaviva Contact ha annunciato un dolorosissimo piano di riorganizzazione che prevede il licenziamento di un totale di 2511 lavoratori e la chiusura dei call center di Roma e Napoli, rimettendo tra le altre cose in discussione il faticoso accordo raggiunto e firmato il 31 maggio scorso, tra azienda, il Governo e le rappresentanze sindacali. Da oggi partono i 75 giorni previsti dalla procedura e ovviamente si riaprirà il tavolo, con un incontro già fissato per il 12 ottobre. L’azienda ha giustificato tale decisione sostenendo che le perdite mensili, dopo il 31 maggio e nonostante l’uso degli ammortizzatori sociali, siano pari a “1,2 milioni di euro su ricavi mensili pari a 2,3 milioni di euro”, ma anche scaricando parte della colpa sui sindacati e sul Governo.

I primi sarebbero colpevoli di non aver sottoscritto il controllo a distanza degli operatori, “impegno centrale e condiviso come vincolante in sede d’intesa, che nega inspiegabilmente una fondamentale leva distintiva per la qualificazione dell’offerta e il progressivo riassorbimento degli esuberi”; i secondo di non far applicare le leggi dello Stato, come dimostra il grande numero di attività delocalizzate in Paesi Extra-Ue da parte di aziende concorrenti di Almaviva, e l’aggiudicazione di gare e bandi pubblici a tariffe addirittura inferiori al costo del lavoro.

Dal canto loro, i sindacati accusano l’azienda di una scelta scellerata, in violazione dell’accordo, e di motivazioni “palesemente pretestuose e strumentali”, di “forma di intimidazione nei confronti dei lavoratori”, che in questi anni hanno già dato un contributo altissimo sotto forma di taglio dello stipendio: infatti i lavoratori di Almaviva Contact hanno già contratti di solidarietà a percentuali molto elevate (tra il 35% e il 45%).

fabio-cerritelliPer il Governo, risponde il vice Ministro Teresa Bellanova, che presiede il tavolo della trattativa, invitando l’azienda ad evitare annunci e provocazioni, a riportare la discussione nelle sedi opportune e soprattutto ad evitare atti ricattatori. La soluzione della vertenza Almaviva non può prescindere da un intervento globale nel settore dei call center: è necessario evitare gare al massimo ribasso; è opportuno far rispettare leggi e regole, in particolar modo la corretta applicazione della legge che impone all’operatore telefonico di informare l’utente sul luogo di ubicazione del call center; è vitale un processo di riqualificazione del personale, nella consapevolezza che con le nuove tecnologie, il ricorso ai call center rischia di ridursi drasticamente, e con esso le tariffe.

Fabio Cerritelli

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