Scuola, quer pasticciaccio brutto dei locali del Giordano Bruno


brunoIl primo giorno di scuola per alunni, docenti e genitori del Giordano Bruno di via della Bufalotta 594 si è trasformato in un vero e proprio incubo. Alcuni studenti, preavvertiti sul web con 48 ore di anticipo, hanno così appreso la notizia di dover passare il nuovo anno scolastico in una sede nel cuore del Tufello, con i primi mesi di transizione previsti nelle aule di via della Cecchina. Una sopresa annunciata, per la verità, derivante dalla cattiva gestione della dirigente scolastica dello scorso anno, che aveva iscritto nella scuola più studenti di quanti la struttura ne avrebbe potuti ospitare, violando quanto previsto dalla circolare della città metropolitana. A preoccupare le famiglie e gli studenti, oltre ovviamente alle questioni di logistica e trasporto, è la mancata garanzia della continuità dell’offerta formativa.

La sede di via della Cecchina 20, poi, non versa in condizioni eccezionali. Il cortile esterno è in condizioni di degrado, il campo sportivo è inagibile e la pulizia delle aule lascia alquanto a desiderare. Tutti problemi che saranno ereditati dal neo dirigente scolastico Paolo De Paolis, giunto al Giordano Bruno il 1 settembre scorso e che avrà il compito di sedere al tavolo della città metropolitana, già istituito lo scorso anno per risolvere la questione.

LA VICENDA NASCE DA LONTANO
sarandi-studentiLa questione nasce lo scorso anno, durante gli open day delle scuole. In quella occasione, infatti, nella sede succursale del Matteucci, che si trova in via delle Isole Curzolane e che ospita l’intero corso per geometri, si presentano delle alunne frequentanti la terza media. Chiedono di visionare i locali, perché sono intenzionate ad iscriversi per l’anno scolastico 2016/17 presso l’Istituto Giordano Bruno, che si trova invece in via della Bufalotta. Alla domanda stupita di chi aveva l’assegnazione dei locali (l’Itc Matteucci e l’Is Sarandì 11), le ragazze rispondono di aver appreso dalla allora Dirigente del Giordano Bruno e dai docenti di quell’Istituto, che da settembre 2016 i locali della sede succursale del Matteucci sarebbero stati messi a disposizione del Giordano Bruno per l’indirizzo di scienze umane. Una situazione davvero anomala, poiché nessun provvedimento era stato, invece, assunto durante il dimensionamento scolastico. Al contrario proprio la città metropolitana, con una circolare del 14 gennaio 2016, aveva ribadito l’assoluta necessità che i dirigenti, preliminarmente all’accettazione delle iscrizioni, procedessero ad un attenta verifica circa la reale consistenza degli spazi di pertinenza, evitando di ritenere possibile di colmare eventuali deficit con la semplice richiesta di assegnazione di locali da reperire presso altri plessi scolastici. Una circolare molto chiara, che fissava quale principio il criterio di formare nuove prime classi in numero non superiore a quello delle quinte classi in uscita.

LA MEDIAZIONE DELLA CITTA’ METROPOLITANA
roberto-leoniNel mese di febbraio, poi, alcuni tecnici della città metropolitana si presentano in sopralluogo nei locali di via Isole Curzolane, per verificare l’esistenza di spazi inutilizzati. Spazi inutilizzati che ovviamente non ci sono e che si potrebbero trovare soltanto sfrattando i geometri del Matteucci, che li hanno un laboratorio di disegno tecnico ed uno di costruzioni, con macchine pesantissime che possono stare soltanto al piano terra e il cui spostamento, in eventuale altra sede, prevedrebbe una spesa di circa 200 mila euro. A questo punto interviene anche il municipio III. L’assessore alle politiche scolastiche del tempo Riccardo Corbucci, insieme con l’allora Presidente della commissione scuola Marzia Maccaroni, chiedono ufficialmente al vicepresidente della città Metropolitana Mauro Alessandri di “intervenire sulla questione e di mantenere intatti gli attuali spazi assegnati agli istituti, che sono stati già presentati all’utenza“. Gli esponenti politici scrivono: “non è possibile che il mancato rispetto della circolare della città metropolitana da parte di un dirigente scolastico (Giordano Bruno), possa mettere in difficoltà chi invece si è attenuto alle regole, proponendo a genitori e studenti un’offerta didattica, formativa e di spazi, che non può essere messa in discussione ad iscrizioni già chiuse“.

Da quel momento la città metropolitana, tramite il delegato alle politiche scolastiche Roberto Leoni, apre un tavolo istituzionale per garantire a tutti gli spazi, cercando di reperire una soluzione condivisa. Anche la dirigente scolastica del Sarandì Daniela Crestini rassicura i genitori, che intanto avevano promosso assemblee pubbliche, “pochi giorni orsono sono stata contattata dal consigliere delegato Roberto Leoni dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, il quale mi ha riferito che stanno ancora lavorando alla definizione dei locali da affidare all’Istituto Magistrale G. Bruno. Mi ha anche assicurato che terranno conto degli interessi di tutti gli alunni coinvolti“. Una soluzione, ovviamente, che non poteva mettere in crisi quegli istituti scolastici che si erano attenuti alla circolare della città metropolitana. Alla fine, quindi, l’unica alternativa praticabile rimane quella di utilizzare i locali di via della Cecchina, già assegnati due anni fa al Giordano Bruno, in attesa dell’imminente dimensionamento scolastico di quest’anno. Un pasticcio, quello del Giordano Bruno, da imputarsi interamente alla gestione precedente dell’Istituto.

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