Serpentara, guerriglia fra Casapound, centri sociali e polizia sulla strumentalizzazione dell’aggressione a Gino Lozzi. Borghezio: “dell’antifascismo, non mi frega un ca…”. Pd: “fiaccolata dei cittadini scippata dai politici”


forze ordineGiornata ad alta tensione in III municipio. In questi minuti sono in corso scontri fra le forze di polizia ed alcuni manifestanti lungo via Monte Cervialto, dove sono stati lanciati lacrimogeni ed incendiati alcuni cassonetti. Gli scontri di oggi sembravano ampiamente previsti in realtà. Tutta colpa, secondo il presidente del consiglio di Montesacro Riccardo Corbucci, della strumentalizzazione politica di alcune forze del centrodestra, che “hanno trasformato la fiaccolata di solidarietà promossa dai cittadini, in una manifestazione di partito”.

A far arrabbiare molti cittadini sui social network la presenza del leghista Mario Borghezio, che dalle parti del Tevere e dell’Aniene non si era mai visto prima, e che ha risposto al richiamo di Casapound che aveva organizzato una manifestazione in Piazza Benti Bulgarelli a Serpentara “contro il degrado e l’abbandono che logora le periferie della Capitale”. In realtà l’accusa che viene dai centri sociali e dalle reti antifasciste della città  è che la manifestazione nasconda ragioni di odio razziale e possa scatenare conflitto sociale. In effetti Borghezio non ha fatto mistero di combattere le “scorribande di rom che girano liberamente nel territorio senza controllo e risiedono sempre più numerosi in campi abusivi mai censiti a ridosso di parchi e stazioni”.

D’altro canto la manifestazione promossa inizialmente dal comitato di quartiere Serpentara aveva tutto un altro tenore. Doveva esprimere solidarietà umana e vicinanza al sig. Gino e alla sua famiglia, aggrediti e malmenati da una banda di delinquenti. Ad esprimere solidarietà erano già state molte forze politiche, il presidente del municipio che era andato a trovare in ospedale l’ex custode della scuola Toscanini ed il consiglio del III municipio, che pur votando all’unanimità una mozione della consigliera Pd Marzia Maccaroni, aveva già dimostrato di dividersi fortemente sul tema della sicurezza. Nonostante questo, però, la manifestazione dei cittadini era riuscita ad unire molti consiglieri: da Bonelli a Corbucci, da Filini a Cascapera, fino ad arrivare ai coordinatori di circolo del Pd di Nuovo Salario e Fidene, che avrebbero partecipato all’iniziativa. Tutti come semplici cittadini, senza ostentare cariche istituzionali e politiche.

A disfare l’unità, tuttavia, è arrivato questa mattina un comunicato dei consiglieri di centrodestra Bonelli, Filini e Bartolomeo. “Ieri siamo stati convocati dalla Questura come organizzatori della fiaccolata di solidarietà per Gino Lozzi prevista per oggi alle 19 di fronte la Chiesa sant’Ugo alla Serpentara. Nonostante la Questura abbia sconsigliato di svolgere la manifestazione, continuiamo a registrare una forte volontà popolare che vuole essere presente stasera nel piazzale in via Lina Cavalieri per dare solidarietà alla famiglia del Sig. Gino e chiedere sicurezza. Per questo motivo, visti i tanti annunci di gruppi politici di fazioni contrapposte che nulla hanno a che vedere con l’iniziativa di questa sera chiediamo alle forze dell’ordine di garantire il diritto di manifestare e di esprimere vicinanza al Sig Gino e alla sua famiglia” .

Un comunicato al quale è seguita la nota del comitato Serpentara, iniziale promotore della manifestazione che ha cercato di chiarire: “i consiglieri Bonelli e Filini hanno preso contatti con la questura, visto anche il loro ruolo istituzionale e dalla stessa hanno avuto il diniego alla manifestazione. Visto che la questura non ha dato l’autorizzazione a detta fiaccolata si ribadisce che il comitato di quartiere Serpentara non partecipa al suddetto evento e chi vuole manifestare la solidarietà al custode aggredito lo fa a titolo personale”.

Una presa di posizione che ha generato, quasi immediatamente, la reazione del Partito Democratico. “Apprendiamo in questi minuti che la fiaccolata di solidarietà per Gino, prevista per stasera e promossa originariamente dal cdq Serpentara, è invece diventata una manifestazione politica del centrodestra, che con alcuni consiglieri municipali ne ha assunto la paternità ufficialmente. Siamo stati contrari dal primo momento a strumentalizzazioni politiche su questo grave episodio di violenza e troviamo francamente ridicolo che lo facciano persone che fino ad un anno fa amministravano male la nostra città. Rinnovando la solidarietà a Gino e alla sua famiglia, come abbiamo fatto ufficialmente approvando anche un atto in consiglio municipale, siamo costretti a rinunciare alla nostra presenza in piazza per colpa di politici che hanno voluto scippare l’iniziativa ai cittadini”.

Intanto in questi minuti nel quartiere Serpentara ci sono diverse camionette della polizia. A far paura la possibilità che la manifestazione di Casapound possa entrare in contatto con quella dei centri sociali, che è partita dall’Astra di via Capraia. “Un caso di cronaca tragico e doloroso – scrivono in una nota – viene trasformato in un’occasione di speculazione politica da parte della Lega di Salvini e Borghezio e dei loro fidi amici di Casa Pound, inviati nelle periferie romane dai loro nuovi padroni del Carroccio a fare il lavoro sporco soffiando sul fuoco della guerra tra poveri”. Alla fine un avvertimento: “non lasceremo il nostro territorio alle scorribande dei neofascisti: nel pomeriggio saremo nelle nostre strade per comunicare con i cittadini e il territorio”.

Intanto Borghezio ha parlato a Serpentara. “Persino la manifestazione di legalità viene impedita. Lungo la strada tanti romani hanno abbassato i finestrini per dirmi di non mollare. Ma io non mollo. Prendere la residenza a Roma? Ci sto pensando seriamente. Roma ladrona? Quelle parole erano rivolte alla Roma dei palazzi, ed è ancora così. Se fossi cittadino romano, creerei una Lega per l’indipendenza di Roma. Serve lo statuto speciale a questa città”. E sul rapporto con CasaPound: “A me dell’antifascismo non frega un c…”. Poi 10 minuti scarsi al megafono passeggiando per la piazza prima di risalire sull’Alfa scura e allontanarsi con la scorta.

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