Piazza Minucciano, Marchionne riunisce la maggioranza per decidere sul cambio di destinazione d’uso. Opposizioni chiedono consiglio pubblico alla Majorana. Nella maggioranza NO al nuovo cemento per Maccaroni, Corbucci (Pd) e Cascapera (Cd). Comitati pronti alla mobilitazione.


piazza minucciano

Partecipata e accesa l’assemblea di giovedì 18 settembre nella sede del Comitato Serpentara sul problema dell’intervento urbanistico previsto a Piazza Minucciano, una delle poche zone verdi del territorio.

Il 29 luglio scorso l’assemblea capitolina aveva chiesto al III Municipio di esprimere un parere sulla proposta di cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale di tutti i 55 mila metri cubi di cemento previsti nell’area verde di Piazza Minucciano. Un parere che doveva essere espresso entro 20 giorni, ma erano state già deliberate le chiusure delle commissioni municipali, così il 25 agosto il Consiglio del III Municipio ha approvato un ordine del giorno in cui chiede la proroga fino al 30 settembre per esprimere il proprio parere. Ad oggi il Comune però non ha ancora risposto ed anzi dalla commissione urbanistica comunale non sono arrivate buone notizie.

Nella mattina del 18 settembre a Roma Uno il Presidente del municipio Paolo Marchionne e il presidente del comitato di quartiere Domenico D’Orazio si erano scontrati sull’intervento. “Quella zona è già al collasso dal punto di vista della viabilità e della vivibilità – ha affermato in trasmissione il presidente del CdQ – non si avverte il bisogno di intervenire con altro cemento nell’unica arteria che collega Fidene a Prati Fiscali”. La richiesta del comitato, quindi, è che le istituzioni continuino a mantenere la destinazione d’uso commerciale per quell’area in modo tale da scongiurare la costruzione delle sei palazzine: “Se il III Municipio non concederà il cambio di destinazione d’uso, il proprietario dell’area non potrà costruire nulla perché è evidente che ad oggi non convenga la realizzazione di un centro commerciale con Porta di Roma nelle vicinanze” – ha proseguito D’Orazio. La replica del presidente del III municipio Paolo Marchionne: “il tema è più complesso di quello che sembra – le parole del minisindaco sempre a Romauno – il rischio è anche quello di peggiorare la situazione e per questo è prevista una riunione con tutti i consiglieri di maggioranza in merito a questa questione”.

I comitati di quartiere e i cittadini sono sul piede di guerra, con loro alcuni consiglieri municipali di maggioranza e di minoranza. Non esiste la possibilità che l’amministrazione possa dire ai privati che non devono costruire, è quindi necessario scegliere il male minore, è preferibile che l’intervento urbanistico sia commerciale o residenziale? Considerando la presenza dei negozi nella zona e del centro commerciale di Porta di Roma è facile immaginare che ad oggi non convenga la realizzazione di un altro centro commerciale. Scegliere di permettere la trasformazione in zona residenziale vorrebbe dire accettare una nuova cementificazione.

I consiglieri Francesco Filini (FdI) e Massimo Moretti (M5S) hanno presentato la proposta di delibera per dare parere contrario al cambio di destinazione d’uso su Piazza Minucciano: “basta traccheggiare e prendere tempo, il Consiglio decida da che parte stare: o con i palazzinari o con i cittadini” ha scritto Filini sulla sua pagina Facebook.

Durante l’assemblea Marzia Maccaroni (Pd) ha dichiarato “Sia io che Riccardo Corbucci, che oggi non è potuto essere presente perché sta partecipando alla riunione della maggioranza, siamo contrari al cambio di destinazione d’uso e contro il cemento in III Municipio. Sono stata eletta dai cittadini e sono con i cittadini in questa battaglia”. Lo stesso Corbucci aveva già espresso la propria contrarietà durante la commissione ambiente, dove la consigliera del Pd Francesca Leoncini si era invece riservata di decidere come votare in aula.

Secondo Fabrizio Cascapera (Cd): “questo cambio di destinazione porta giovamento solo al costruttore, mentre arrecherà danno a tutta la zona che si ritroverebbe almeno 600 abitanti in più con conseguenze disastrose per la viabilità già decisamente compromessa. Il costruttore ha un permesso per il commerciale da anni e non ha mai dato il via ai lavori, perché sa bene che non c’è prospettiva di guadagno con porta di Roma a due passi e mi sembra paradossale che sia la politica a togliergli le castagne dal fuoco, permettendo l’ennesimo scempio sul nostro territorio. Non m’importa se gli oneri accessori saranno maggiori, ragionare in questi termini non porta a nulla, sarebbe come quando per mangiare ci si vende l’oro di famiglia, l’ultimo passo prima della fine”.

Cristiano Bonelli (NcD), ex presidente del municipio nella passata consiliatura ha ricordato come “in cinque anni al governo municipale siamo riusciti ad interrompere tutte le iniziative urbanistiche. Oggi con motivazioni ridicole il nuovo presidente Paolo Marchionne vuole supportare la realizzazione di cemento, continuerò per la difesa del nostro territorio e a dire no “.

“Il prof. Elio Piroddi urbanista alla facoltà di architettura alla Sapienza ha illustrato e spiegato in maniera lineare e precisa l’entità di questa cementificazione, mettendo in luce gli aspetti urbanistici e di impatto che inevitabilmente graveranno direttamente su tutta la zona e nelle zone limitrofe – chiosa Mimmo D’orazio che storicamente guida la protesta – tutto l’intervento si è incentrato sull’aumento della SUL (superficie utile lorda) che per effetto della conversione da commerciale a residenziale aumenterà più del 40% passando dai previsti 12.222 mq a 17.188 mq. Tutto questo comporterà, per effetto del cambio di destinazione d’uso, la realizzazione di 6 corpi di fabbrica (palazzine) 23x23mt per altezza di 19 mt per 680 nuovi residenti. E’ stato anche fatto rilevare che il progetto, cosi come è stato presentato, non ha tenuto conto dell’orografia del terreno e che irrimediabilmente comporterà la devastazione dell’area antistante la stazione F.S nuovo salario”. “Abbiamo saputo che la conferenza dei capigruppo ha deciso che mercoledì o venerdì ci sarà un consiglio straordinario su piazza Minucciano, dove potremo ancora dire la nostra e i consiglieri municipali chiamati ad esprimere il loro voto sul cambio di destinazione d’uso non potranno piu’ nascondersi dietro un dito” ha proseguito D’Orazio all’assemblea.

La delega all’urbanistica è in mano al Presidente del Municipio Paolo Marchionne. La proposta di delibera di Filini e Moretti riuscirà ad arrivare in Consiglio solo se lo deciderà la capigruppo, che il presidente del consiglio Corbucci ha convocato per lunedì a mezzogiorno. Fino ad oggi Sel, il partito di Vendola, non si espressa. In passato proprio Sel aveva affossato il cambio di destinazione d’uso a Bufalotta, votando con il centrodestra e contro il Partito Democratico. Quale sarà la posizione di Valeria Milita e Cesare Lucidi oggi?

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