Municipio III, Filini: “Pd, Sel e M5S a favore di adozioni gay”


filini“Il Consiglio del Municipio III ha bocciato la mozione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale che chiedeva al Parlamento italiano di colmare il buco legislativo sfruttato di recente dal Tribunale di Roma, stabilendo che l’adozione sia consentita solo a coppie di sesso differente. E’ bene che tutti i cittadini sappiano come la pensano i consiglieri del PD, SEL e M5S su certi temi, ovvero il modello culturale di cui questi schieramenti politici sono portatori. Il Municipio ha approvato (ma mai attuato concretamente) l’istituzione del registro delle unioni civili, già in quella sede contestammo il provvedimento perché nato da un impeto ideologico. Oggi ne abbiamo la conferma e dietro al pretesto dei diritti qui si vuole stravolgere il concetto di famiglia, indebolendo ulteriormente la società organica a favore di un modello sociale privo di valori e stravolgente la stessa natura dell’uomo.”

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  1. Non è che Filini abbia fatto quella grande scoperta eh. La posizione del Presidente del Consiglio in merito ai diritti delle coppie omosessuali prevede l’adozione del figlio del partner, ovvero prevede che il genitore non biologico possa adottare il figlio biologico del suo partner. La recente sentenza, sebbene abbia applicato una norma specifica sull’adozione in casi particolari, in pratica quello ha fatto. Se la richiesta di Fratelli d’Italia era quella di impedire non solo la vera e proprio adozione di bambini orfani ma perfino che il genitore non biologico potesse adottare il bambino che di fatto già contribuisce a crescere, doveva aspettarsi che il PD votasse contro, coerentemente con la linea del partito fin dalla Segreteria Bersani alle elezioni politiche del 2013. Per quanto riguarda poi M5S e Sinistra e Libertà le posizioni progressiste sono ben note. Insomma, non c’è niente che i cittadini non potessero immaginare. Per il resto, non capisco quale concetto di famiglia possa stravolgere il fatto di approvare l’adozione del figlio del partner. Si tratta di una realtà di fatto che aspetta solo di essere riconosciuta non solo per uguaglianza dei genitori ma anche, e soprattutto, per giustizia nei confronti dei figli che hanno diritto al fatto che la legge riconosca entrambe le loro figure genitoriali. Nel caso della sentenza, la bambina è nata già da 5 anni, e in questi 5 anni è stata cresciuta da due donne. E nessun concetto di famiglia è stato stravolto, nessuno se n’è proprio accorto. Se sono accorti tutti dopo la sentenza, e quella sì, è stata un pretesto per dar sfogo alle proprie posizioni politiche antiquate.

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