Municipio III, delibera per verificare le occupazione di suolo pubblico temporanee 2010-2013. Corbucci-Bugli: “ripristinare la legalità”. Dionisi-Punzo: “in passato logiche e prassi scorrette”. Bonelli e Filini della ex maggioranza contro la delibera sulla partecipazione


mercatino pace e fratellanzaSono le 15 a Piazza Sempione quando in commissione Bilancio viene presentata una delibera, sottoscritta da numerosi consiglieri della maggioranza, che chiede la verifica delle occupazioni di suolo pubblico temporanee concesse dal III municipio dal 2010-2013 in seguito all’approvazione del regolamento Cosap, con particolare attenzione a quelle ove il canone non è stato regolarmente richiesto. A spiegare le ragioni di questa proposta sono il Presidente del consiglio Riccardo Corbucci e il presidente della commissione servizi sociali Yuri Bugli: “da una prima verifica sono emerse irregolarità in favore di alcuni soggetti ai quali non è stato fatto pagare il canone dovuto, grazie a note scritte da esponenti della passata amministrazione.

Di fatto quindi non si sono seguite le regolari procedure a cui sono soggetti tutti i normali cittadini, che non conoscono politici e che prevedono la compilazione di un modulo predisposto dall’amministrazione”. In effetti il regolamento Cosap, approvato dal Comune di Roma con deliberazione n. 75/2010 prevede che singoli cittadini o realtà riconosciute, grazie al proprio codice fiscale o partita iva, possano richiedere l’occupazione di suolo pubblico per svolgere iniziative e manifestazioni di vario genere.

In commissione questo pomeriggio si è trattato specificatamente della manifestazione “Il mercatino della pace e della fratellanza”, che si svolse il 24 marzo scorso in via Lina Cavalieri. Per l’occasione si legge su un volantino dell’iniziativa (clicca qui) il comitato di quartiere Serpentara organizzò l’esposizione di creazioni artigianali locali ed oggetti vintage per lo scambio, il baratto e la vendita a scopo sociale. I proventi – diceva il testo – saranno utilizzati per iniziative di carattere sociale sul territorio.

“Il regolamento della Cosap prevede all’art. 19 i casi specifici da esentare dal pagamento delle occupazioni di suolo pubblico” spiegano Corbucci e Bugli fra i presentatori della delibera, “nel caso del Mercatino della pace e della fratellanza venne concessa un’occupazione a via Lina Cavalieri per una vendita al pubblico, senza che il promotore dell’iniziativa pagasse il canone dovuto”. Difatti a richiedere l’occupazione di suolo pubblico non fu il comitato di quartiere Serpentara, soggetto non ufficialmente costituito e dunque privo del codice fiscale richiesto esplicitamente dall’art. 3 bis del Regolamento Cosap, ma il sig. Mimmo D’Orazio a titolo personale. Una richiesta che trovò il patrocinio dell’allora amministrazione di centrodestra, che specificò esplicitamente e per iscritto di non far pagare quanto dovuto in base all’art. 19 lettera p della delibera n. 75/2010. Un’interpretazione della Cosap fortemente contestata dall’attuale maggioranza, presente oggi in commissione con gli assessori al commercio Vittorio Pietrosante e alla trasparenza Federica Rampini.

L’esenzione richiamata dall’art. 19 lett. p, infatti, riguarda manifestazioni o iniziative “organizzate e gestite dal Comune direttamente oppure mediante appalto, ferma restando l’applicazione del canone agli spazi utilizzati, anche da terzi per scopo di lucro”. Per la maggioranza, quindi, quell’iniziativa non rientrava nella fattispecie prevista, non essendo la manifestazione organizzata dal Comune, non essendosi svolto un appalto (avviso pubblico o assegnazione diretta) e persistendo persino una vendita con relativo scopo di lucro, seppur mitigato dalla possibile valenza sociale dell’iniziativa. A far arrabbiare ancora di più i membri della commissione bilancio la circostanza che un singolo abbia potuto mascherare un’occupazione di suolo pubblico richiesta personalmente, dietro l’ombrello di un comitato di quartiere.

“La nostra preoccupazione è che nel triennio 2010-2013 i casi illegittimi di queste esenzione siano stati più numerosi” continuano Corbucci e Bugli. Dello stesso avviso anche i collegi democratici Anna Punzo, presidente della commissione bilancio e presentatrice della delibera sulla partecipazione e Fabio Dionisi, presidente della commissione lavori pubblici: “è opportuno verificare che non siano stati concessi favori ad alcuni a svantaggio dei cittadini comuni”. Difatti i cittadini che vogliono richiedere un’occupazione di suolo pubblico, senza passare per un politico, compilano un modulo apposito e pagano nella maggioranza dei casi un canone. Sono infatti molto limitate le possibilità di esenzione dal pagamento di uno dei pochi tributi che rimangono nelle casse dell’amministrazione municipale. “L’analisi di alcuni atti che appaiono illegittimi, soprattutto perchè palesemente viziati dall’ingerenza politica, ci preoccupa molto, anche in virtù delle polemiche pretestuose sollevate nelle ultime settimane sul registro della partecipazione, che aveva come obiettivo proprio quello di rendere più efficace il rapporto fra cittadinanza organizzata ed amministrazione”.

E contro il registro della partecipazione, si scagliano proprio due consiglieri di opposizione, che governavano il III Municipio e che sono stati chiamati in causa questo pomeriggio. Per l’ex presidente del municipio Cristiano Bonelli e il capogruppo di Fdi Francesco Filini: ci sono “piccoli burocrati al lavoro per tacitare il dissenso che in pochi mesi è lievitato a livelli mai raggiunti prima, siamo sicuri che anche il Presidente Marchionne, dopo aver scaricato pubblicamente la Delibera sulla partecipazione dei suoi consiglieri, appoggerà l’iniziativa dei consiglieri di Centrodestra, che in poche parole annulla l’assurda imposizione di aver versato tasse per dotarsi di un codice fiscale come requisito essenziale per avere il “patentino” di interlocutori dell’Istituzione”.

Una vicenda che non accenna a placarsi e che vedrà presto in aula la delibera della maggioranza per verificare le concessioni di suolo pubblico della passata amministrazione. “Non vorremmo scoprire che l’opposizione al registro della partecipazione e al codice fiscale per le realtà del quartiere, nascondesse logiche e prassi che nulla hanno a che vedere con la legalità, la partecipazione e il corretto rapporto istituzionale fra pubblica amministrazione e cittadinanza” la chiosa finale dei consiglieri Pd Anna Punzo e Fabio Dionisi.

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