III Municipio, il consiglio dà il via libera al registro delle Unioni civili. Votano a favore Pd-Sel-Lista Civica e M5S. Proteste del Comitato della Famiglia. F.I., NDC e Fdi fuori dall’aula.


comitato della famigliaUn consiglio municipale particolarmente intenso, che ha costretto il presidente del consiglio Riccardo Corbucci a diverse interruzioni per distendere l’acceso clima politico. In discussione nell’aula di Piazza Sempione la delibera sul registro delle Unioni Civili, a firma del consigliere del Partito Democratico Yuri Bugli. Un atto che torna nel municipio di Montesacro sette anni dopo il tentativo fallimentare dell’amministrazione a guida Alessandro Cardente.

La maggioranza del III Municipio di Paolo Marchionne approva il registro delle Unioni Civili con 13 voti favorevoli, ai quali si aggiungono i due determinanti del Movimento Cinque Stelle, che hanno così aumentato il numero dei consigliere favorevoli a 15, facendo passare in secondo piano anche le assenza del gruppo del Partito Democratico. Astenuto il capogruppo della Lista Marchini Fabrizio Cascapera.

«Il registro del III municipio sarà regolamentato nel rispetto del recepimento delle eventuali delibere dell’assemblea capitolina sul tema – spiegano i consiglieri del Pd Yuri Bugli e Riccardo Corbucci – andando incontro alle richieste della cittadinanza e della società e, come precisato più volte dalla Corte Costituzionale, non contrasta con l’istituto familiare come garantito dall’art. 29 della nostra Carta fondamentale, ma costituisce piuttosto un avanzamento dei diritti dei cittadini. Un ringraziamento particolare va ai due consiglieri del Movimento 5 stelle che hanno sostenuto con il proprio voto favorevole questa nostra proposta».

«Sono due le strade per limitare le discriminazioni e combattere l’omofobia: investire sulla cultura a partire dalle scuole e allargare la sfera dei diritti. Proprio in questo secondo ambito rientra l’importante approvazione di oggi in Consiglio municipale del registro delle unioni civili. Dando seguito agli impegni presi dal sindaco Marino e come già successo in altri municipi, anche Montesacro avrà il suo registro. Lo avevamo detto in campagna elettorale e siamo stati conseguenti. Ampliare la sfera delle persone che possono godere di diritti non significa limitare chi già poteva goderne: è questo che una destra retrograda e ferma al secolo scorso non riesce a capire» le parole del Presidente del III Municipio Paolo Marchionne, presente per tutta la durata del consiglio municipale.

«Una bella giornata per Roma. Dopo il videomessaggio del sindaco Marino a sostegno dei diritti delle persone lesbiche, gay e trans, il Municipio III approva il registro delle unioni civili. Un passo avanti per tutte e tutti, che testimonia l’impegno e la richiesta della Capitale per una legge nazionale che riconosca finalmente le unioni gay. Il nostro ringraziamento va ai consiglieri Bugli e Corbucci e al presidente Paolo Marchionne, da sempre impegnati per i diritti gay» le parole in una nota di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center.

Contrarie al registro le forze politiche del centrodestra, che hanno provato lungamente a dare battaglia nel tentativo di ritardare l’approvazione della delibera e che al momento del voto finale sono uscite dall’aula. “La sgangherata maggioranza che sostiene Marchionne – ha spiegato il capogruppo di Fdi Francesco Filini – non avrebbe avuto i numeri per approvare l’atto senza l’ausilio del M5S che ha votato insieme ai compagni del PD e di Sel l’istituzione di un registro inutile e anticostituzionale: una delibera ideologica che ha come unico e conclamato obiettivo di stravolgere il concetto di famiglia tradizionale, così come ribadito anche dalla Costituzione italiana. Non a caso lo strano trio che ha approvato le unioni civili ha respinto gli ordini del giorno del centrodestra che chiedevano di tutelare il primo nucleo della società ribadendo il concetto di famiglia naturale”.

Lungamente i consiglieri del NCD Cristiano Bonelli e Jessica De Napoli, dopo aver presentato ordini del giorno incidentali sull’importanza della famiglia tradizionale, tutti respinti, hanno cercato di far intervenire nel dibattito alcuni cittadini del Comitato della Famiglia, ai quali un voto negativo del consiglio municipale non ha consentito di poter intervenire.

«Durante la seduta un rappresentante dell’Associazione, che da mesi si batte contro le proposte-spot portate avanti dall’amministrazione capitolina in materia di Famiglia, ha chiesto la parola ma gli è stata negata la possibilità di intervenire nel dibattito. Questi si confermano dunque i metodi ‘democraticì messi in atto dalla maggioranza anche in III Municipio, volti ad impedire il confronto pubblico tra i cittadini e l’organo istituzionale che dovrebbe rappresentarli tutti” le dichiarazioni in  una nota del Comitato della Famiglia che continua: “la conferma di questo impazzimento è evidente anche tenuto conto che il registro municipale delle unioni civili non ha nessun esito giuridico, in quanto le competenze di stato civile sono materia statale e non comunale. Solo questo dovrebbe far capire la natura prettamente pubblicitaria della delibera. Secondo il Comitato, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di influenzare il Parlamento, dovendo ripagare un debito elettorale, per ottenere il varo di leggi in contrasto con l’art. 29 della Carta Costituzionale che riconosce i diritti della Famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Inoltre il timore del Comitato è che il riconoscimento delle unioni civili sia da apripista al riconoscimento legale del matrimonio tra coppie omosessuali, con la successiva possibilità di adozioni da parte di queste ultime, come già successo in altri paesi europei. Il Comitato proseguirà nelle prossime settimane la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche inerenti al tema della Famiglia, considerato anche l’imminente approdo in Aula Giulio Cesare della delibera similare che istituisce il registro delle unioni civili a livello comunale».

Grande soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio Municipale dell’istituzione del registro delle unioni civili da parte di Sinistra, Ecologia e Libertà del III Municipio per la quale: “la nuova amministrazione mostra un nuovo approccio sui diritti civili, un tema che riguarda la vita di migliaia di cittadini, che giustamente vogliono vedere riconosciuti i propri diritti e che contemporaneamente vuole essere uno stimolo, per i consiglieri dell’Assemblea Capitolina, a terminare i lavori che porteranno ad una regolamentazione delle unioni che valga per tutta la città”.

La decisione del III Municipio arriva anche in Campidoglio dove intervengono i consiglieri capitolini. «Il percorso virale dei diritti civili oggi ha contagiato con la sua energia anche il terzo Municipio. É un’altra vittoria da celebrare, che rafforza la mia fiducia: anche Roma approverá la delibera sulle unioni civili e sará presto la capitale dei diritti. Chiedo la calendarizzazione urgente della discussione». Così in una nota la consigliera Sel Imma Battaglia.

«Una buona notizia per i diritti nella Capitale. Anche il Municipio Roma III si è dotato del registro delle unioni civili, approvato oggi in Consiglio. Un altro passo sulla strada del pieno riconoscimento dei diritti che avevano già intrapreso altri municipi, oltre a Roma Capitale con l’approvazione, nelle commissioni competenti, del registro, propedeutica al via libera definitivo». Lo dichiara in una nota Marco Palumbo, consigliere del Partito Democratico di Roma Capitale.

«Ci risiamo con un nuovo atto simbolico, ideologico e astratto che non mostra affatto un nuovo approccio sui diritti civili, ma al contrario rappresenta uno schiaffo alla Carta Costituzionale. Sposarsi non è una scelta di serie B e cercare soluzioni alternative per avere gli stessi diritti ma meno doveri è il vero atto discriminatorio. Il Bene Comune non si costruisce puntando a distruggere quanto di buono ancora resta nella nostra società». Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino Gianluigi De Palo, capogruppo della Lista CittadiniXRoma, in merito all’approvazione da parte del Consiglio del III municipio dell’istituzione di un registro delle Unioni Civili, promossa dalla maggioranza municipale del Centrosinistra. «Sono fortemente contrario ad un’iniziativa del tutto priva di utilità sociale e di efficacia giuridica – prosegue la nota – I municipi dovrebbero piuttosto pensare a questioni urgenti come scuole e servizi sociali, caos rifiuti e mobilità. Ribadisco che in un periodo di forte crisi, in cui è necessario puntare sulle questioni davvero utili per la città e il Paese, bisognerebbe tutti insieme operare perché le famiglie vengano aiutate ad arrivare a fine mese con politiche concrete capaci di incidere sulla vita reale. Dal 2006, in ben 6 Municipi sono presenti questo tipo di registri, ma si contano iscritte solamente 49 coppie in tutto. È questa ‘là priorità della nostra città? Le esigenze delle mamme e dei papà di Roma sono altre e non rispondono a doveri di partito ormai anacronistici e privi di un serio radicamento nel territorio cittadino».

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